Paradontologia

CONDIVIDI

Parodontologia è un termine che deriva dal greco e significa “studio di tutto ciò che sta intorno al dente” e che gli dà sostegno. Si pensa impropriamente che i denti siano tenuti fermi esclusivamente dalle gengive, le quali, invece, sono solo la parte più esterna di una grande opera architettonica, l’apparato parodontale, che ci permette di masticare e che è costituito da osso alveolare, legamento alveolo dentale, cemento radicolare e gengiva.

Cos’è la malattia parodontale?

 

La malattia parodontale, o parodontopatia, inizia quando uno o più elementi dell’apparato parodontale, dopo essere stati colonizzati da numerose specie batteriche, smettono di esercitare la propria funzione di sostegno causando mobilità dentale ( da molti ritenuta la vera malattia parodontale ) meglio conosciuta con il termine di “piorrea”.

Il segno più evidente di sofferenza parodontale è dato da alterazioni dell’aspetto gengivale, che frequentemente vengono colte quando la malatia parodontale è già in uno stato avanzato. La gengiva, infatti, è sia il primo ostacolo, sia la prima porta di ingresso per i microrganismi i quali, dopo aver distrutto “ l’attacco “ che la collega al dente, procedono verso la radice dentale, danneggiando prima il legamento parodontale, poi il cemento ed infine l’osso alveolare circostante.
Prevenzione della malattia parodontale
La prevenzione consiste nell’effettuare le manovre di igiene che vengono comunicate dallo specialista, che ha il compito di presentare gli strumenti da utilizzare e di spiegare come usarli al meglio. Sono mezzi semplici come lo spazzolino, il filo interdentale, il collutorio, usati secondo schemi personalizzati, che consentiranno di ottenere e mantenere la salute dento-parodontale.

Prevenzione in gravidanza

Recenti studi hanno dimostrato che le donne con danni parodontali sono da tre a cinque volte più esposte al rischio di parti pretermine rispetto a quelle con un’ottima salute parodontale. La maggior parte delle donne in gravidanza sa dei rischi per il proprio bambino provocati dal fumo di sigarette o dal consumo di alcool, ma poche sanno che prendersi cura dello stato di salute del proprio apparato parodontale è altrettanto importante durante la gravidanza.

Trattamento della malattia parodontale

Per quanto riguarda il trattamento di lesioni parodontali, esistono una serie di procedure cliniche, più o meno complesse e più o meno radicali, che, se accompagnate da opportune tecniche di igiene domiciliare, possono restituire ai denti una salute e una stabilità accettabile. Successivamente, controlli effettuati periodicamente permetteranno di stabilire, anche grazie ad esami strumentali, se i risultati attesi sono stati conseguiti e se si mantengono stabili nel tempo.

 

Quali sono i

più comuni problemi parodontali?

 

LA GENGIVITE

Gengivite è un termine che indica l’infiammazione delle gengive che inizia intorno al colletto del dente e causa emorragie. La gengivite, se non curata, può provocare danni permanenti alle gengive e caduta dei denti.

Come si manifesta la gengivite?

I sintomi più frequenti della gengivite acuta sono: sensibilità spiccata delle gengive; sanguinamento; dolore alla masticazione. Il segno più diffuso sia delle forme acute che croniche di infiammazione delle gengive è un arrossamento del margine gengivale. La presenza di questi segni e sintomi, evidenzia la formazione di “tasche parodontali”, che sono delle aree di raccolta dei batteri responsabili di questa malattia, i quali trovano un habitat ideale in quelle zone in cui l’abbondanza di residui di cibo e la scarsa presenza di ossigeno permettono loro di sopravvivere e di riprodursi in grande quantità.

Se non si inizia tempestivamente una cura, nelle tasche gengivali si può formare del pus, che farà evolvere la gengivite in parodontopatia cronica, uno stadio della malattia parodontale in cui i denti, avendo perso definitivamente il loro sostegno, cominciano a muoversi spontaneamente.

 

Qual’è la causa della gengivite?

La mancanza di un’accurata igiene dentale é una delle cause della gengivite: i residui di cibo si fermano tra i denti o tra i denti e le gengive, permettendo ai batteri presenti nella bocca di iniziare la loro azione infettiva sulle gengive stesse. Le gengive appaiono arrossate (a volte gonfie) e sanguinano facilmente al contatto con lo spazzolino da denti e con il filo interdentale. Le altre cause potenziali della gengivite sono il tartaro che si deposita sui denti, la presenza di carie e le protesi che irritano le gengive.

Una dieta ben equilibrata, scarsa di cibi zuccherini e ricca di vitamine è un buon coadiuvante nella cura dei disturbi delle gengive.

È importante sottolineare, infine, che, mentre per la gengivite la soluzione terapeutica è relativamente semplice e poco impegnativa, quando la malattia evolve verso la parodontite cronica, il piano di trattamento diventa più complesso e richiede più disponibilità e attenzione da parte del paziente.

 

 

PARODONTITE CRONICA

La parodontite cronica rappresenta sicuramente la forma più diffusa e di più facile riscontro clinico nell’ambito delle parodontopatie. Pur avendo come presupposto i segni tipici della gengivite che dovrebbero mettere in allarme, quasi sempre i pazienti giungono all’osservazione quando il quadro ha assunto una certa gravità.

Come si manifesta la parodontite?

La malattia si manifesta con un’alterazione della consistenza della gengiva e della sua architettura, sanguinamento più o meno abbondante, mobilità dentale più o meno marcata. Quest’ultimo segno, in genere, è quello che porta i pazienti a sentire la necessità di essere visitati.

Quali sono i fattori responsabili della parodontite?

I fattori responsabili della parodontite cronica sono diversi, ma quello batterico è sicuramente il più significativo e per questo richiede un’attenzione particolare. La presenza prolungata di residui di cibo sul margine gengivale, provoca la formazione della placca batterica che, se non viene rimossa, entro 24-48 ore calcifica, trasformandosi in tartaro; è proprio in questo momento che la gengiva subisce un attacco cruciale che la porta prima ad infiammarsi e poi ad allontanarsi dallo stimolo nocivo ( cioè a ritrarsi ) dando luogo a quelle antiestetiche esibizioni della radice dentale, più scura dello smalto e perciò particolarmente evidente.

Occorre specificare che la retrazione gengivale è solo la manifestazione più superficiale di quello che sta avvenendo a danno dell’apparato di sostegno dei denti: se la gengiva si ritrae, infatti, è perché l’osso che la sostiene al suo livello fisiologico, sta andando incontro ad un riassorbimento che porterà i denti coinvolti ad una mobilità per mancanza di supporto osseo.

Altri cofattori responsabili di sofferenza parodontale possono essere traumi ripetuti a carico di uno o più elementi dentari per occlusione errata, presenza di restauri o corone protesiche usurati, fratturati o malposizionati, manovre di igiene eccessivamente traumatiche (lesioni da spazzolamento), malattie sistemiche come il diabete mellito ed infine abitudini nocive come il fumo.

 

Fattore ereditario

Non bisogna dimenticare che la malattia parodontale è caratterizzata da una discreta ereditarietà e che pertanto esistono individui più predisposti al suo instaurarsi, i quali dovranno impegnarsi più degli altri per ripristinare e mantenere uno stato di salute parodontale accettabile.

Qual’è il trattamento della parodontite?

Il trattamento della parodontite cronica varia a seconda della gravità del quadro clinico e può andare dalla semplice rimozione del tartaro con strumenti meccanici o ad ultrasuoni, al sollevamento del primo tratto della gengiva per effettuare una pulizia più profonda e radicale.

Laddove la perdita di sostegno osseo risulti più marcata, inoltre, esiste la possibilità di promuovere una rigenerazione ossea che potrà ripristinare, talvolta parzialmente, una struttura di supporto sufficiente.

In ogni caso, tutte queste procedure, dalla diagnosi di parodontite, al trattamento e al mantenimento, vengono eseguite da un medico specializzato nel campo, in grado di circoscrivere l’ambito della malattia e allestire un piano di trattamento specifico e mirato, ma soprattutto di far comprendere ai propri pazienti cos’è la parodontopatia, come si affronta e quali risultati si possono ottenere. Si tratta di una “specialità nella specialità”, cioè di un approfondimento ulteriore in una branca che è già di per se specialistica (l’odontoiatria). Questo è anche il motivo per cui spesso questi problemi non vengono diagnosticati e comunicati al paziente.

Nel nostro Centro diamo un’importanza fondamentale alla parodontologia! Facciamo sempre l’esempio di una casa e delle sue fondamenta: è inutile costruire una bellissima reggia (una protesi o delle ricostruzioni) se i pilastri (le radici dei nostri denti) non sono in grado di sorreggerla!